Sono state 316, quasi una al giorno, le patenti che nel 2019 sono state sospese a conducenti residenti in provincia di Lodi per contestazione di guida in stato di ebbrezza (273 casi) o sotto l’effetto di stupefacenti (altri 43 casi). I dati sono stati elaborati dalla Prefettura di Lodi e sono suddivisi, oltre che per gravità della violazione, anche per fasce di età dei conducenti. Emerge in generale una consapevolezza crescente con il passare degli anni della gravità della violazione, al punto che i conducenti con oltre 60 anni sono incappati solamente 17 volte nella contestazione- forse però anche per il fatto che tendenzialmente percorrono meno chilometri rispetto a persone più giovani- contro le 110 violazioni di chi ha un’età tra i 36 ai 60 anni e le 146 dei neopatentati e fino ai 35 anni. Sorprendentemente però nel corso del 2019 sono stati ben 18 gli ultra 60enni al volante risultati positivi all’assunzione di stupefacenti, contro 15 automobilisti tra 18 e 35 anni e 10 dai 36 ai 60 anni.

“Il tema della guida in stato di ebbrezza rientra in un tema più ampio di comportamenti al volante e di sicurezza stradale che deve essere affrontato per ridurre l’incidentalità” – si spiega al riguardo la Prefettura di Lodi. L’approccio si fonda necessariamente sulla repressione e il rispetto delle norme, affidato alle forze dell’ordine, con il prefetto competente per applicare le sanzioni amministrative, e l’autorità giudiziaria, per l’accertamento del reato e le pene conseguenti. E’ necessario condividere una strategia tesa al massimo rigore, e continuare a potenziare i controlli. Recentemente anche il ministero dell’Interno ha richiesto ai prefetti un monitoraggio dell’incidentalità e la diffusione di strategie per una vera cultura della sicurezza stradale.

Fonte: Il Cittadino del 03/02/2020